CAVE CANEM

Da Pompei ai nostri giorni il rapporto tra l’uomo ed il “canis lupus familiaris” è radicalmente cambiato. Rendendosi utili a vicenda, uomini e cani, hanno avuto un’evoluzione parallela. Il cane, un tempo compagno indispensabile per la caccia è diventato un fedele inseparabile amico, passando dalla fredda cuccia in cortile al comodo sofà accanto al camino.Le opere fotografiche della serie Cave Canem sono il frutto di un lungo processo creativo che mette in relazione la tradizione pittorica di genere, con i luoghi e le dinamiche della vita quotidiana contemporanea.I cani sono gli attori protagonisti della scena, appropriandosi degli spazi domestici dei loro non più padroni bensì compagni di casa.Thomas Mann in Cane e padrone descrive il rapporto con il suo Bauschan  come una mutua intesa in cui nessuno dei due tradisce la propia natura ma si stabilisce una “comunione di pari dignità”.

Francesco Pergolesi

Questo progetto è iniziato da una grande passione per i cani, ineguagliabili compagni della vita dell’uomo.

Il cane nella storia dell’arte è sempre stato partecipe di dipinti celebri e in qualche modo particolari basti ricordare  tra i tanti il cagnolino in attesa nel dipinto di Carpaccio “La visione di Sant’Agostino” (1502-1508), simbolo di fedeltà nel celebre ritratto dei coniugi Arnolfini (1434) alle varie comparse nelle cene di Paolo Veronese, il mastino spagnolo di Velazquez ne “Las meninas” (1656), il cagnolino in braccio ad Aline nella colazione dei canottieri di Manet (1880), il minimale cane di Goya (1820-23)  fino ad arrivare al 900 al “mitico” quadro di Giacomo Balla “Dinamismo di un cane al guinzaglio”(1912) all’ironico di Jeff Koons e al cane di Keith Haring che ha popolato le metropolitane newyorkesi.

Incontrandomi con Francesco Pergolesi mi ha narrato come negli anni ha guardato, cercato e catalogato a modo suo una serie di immagini dove compare il cane.Ci si è resi conto della crescente importanza del cane nel nostro quotidiano. Negli ultimi anni molte persone, anche le meno “adatte” ad averne uno, si sono decise ad accoglierli chi per far felice il figlio, la persona anziana per aver compagnia….

E’ nato in questo modo Il progetto Cave Canem,per fare una lettura in chiave contemporanea della vita quotidiana delle famiglie di oggi con il loro cane.Francesco Pergolesi, diventa il regista-illusionista di strabilianti set fotografici perché sa come individuare gli spazi, i punti da cui posizionarsi per rendere loro merito, abbinando cani, luci e spazi.

Pergolesi osserva, poi mostra, colloca, nasconde, sovrappone, ammicca, illumina e oscura, stende tappeti e alza ironiche quinte teatrali. Pergolesi sceglie il colore da mostrare, e accenna a misteriose ombre che si svelano solo all’occhio più attento, spingendo lo sguardo verso profondità di sconosciuti corridoi, getta drappi, cuscini, piumini, manichini, e fa volare gigantesche carte da gioco, incorona il cane con fili di perle, lancia petali e foglie, coglie usci semiaperti, illumina navi di porti lontani, da scaffali ricolmi sbuffano libri, plichi, cataloghi, appunti, ritagli e altro materiale sconosciuto ma che affascina…Pergolesi ci consegna verità, anche ricorrendo all’inganno visivo e visionario, ma sa raccontarlo con ironia e gentilezza.  

Una nuova interpretazione, un nuovo punto di vista insolito ed originale che affascinerà chiunque potrà goderne.

A cura di Carla Testore


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