Heroes, Margutta

Durante l’estate 2014, ai “Rencontres Photographiques” di Arles, ho potuto scoprire le primissime stampe della serie “Heroes” di Francesco Pergolesi. Da lì è nato un incontro con questo fotografo e poi un progetto chiamato “ Heroes, MarguttaVia” : si tratta di dodici ritratti ambientati in Via Margutta. Questo progetto s’iscrive nella continuità del lavoro di Pergolesi su tutti quegli eroi, allo stesso tempo ordinari e formidabili, che difendono il loro spazio inquinato dal “ consumo veloce” , dalla potenza di internet .
Nel tempo dei telefoni intelligenti che scattano delle foto che cancelliamo tanto velocemente di quanto le abbiamo prese, Francesco Pergolesi , lui , prende il suo tempo . Fa anche meglio , lo sospende grazie alla sua nuova serie “Heroes”, iniziata nel 2013, offrendoci la sua rilettura di tutti questi piccoli mestieri in via di estinzione .
“Heroes” è prima di tutto un’avventura umana. Degli incontri con la gente semplice come la fruttivendola a Spoleto o con personalità famose come il celebre gallerista di Via Margutta, i quali sotto l’occhio esigente del fotografo , segnano il loro orgoglio di rappresentare il loro mestiere o la loro vocazione.
C’è una bella semplicità nello scambio e nel lavoro comune dell’inquadratura. Ognuno parla di quello che sa fare e che la società di consumo tende a relegare. E le ore passano tra il fotografo e i suoi soggetti senza che nessuno pensi ad accelerare i tempi .
Questi eroi dei tempi moderni sono a loro modo dei resistenti e Pergolesi attraverso l’obiettivo ci fa ricordare quanto, nonostante la frenetica abitudine di buttare e di sostituire, ci siano dei “savoir faire” che fanno parte del nostro paesaggio culturale e sociale e che siamo felici di ritrovare. Abbiamo ancora fortunatamente nella nostra società una poesia dell’ oggetto e un senso dell’opera d’arte che vive la sua storia anche attraverso il tempo ed anche grazie a questi personaggi che sono i guardiani del Tempo .
Oggi, la serie di “ Heroes” si arricchisce di “ Heroes, Margutta” una delle più belle vie di Roma, uno dei più ferventi testimoni della memoria del cinema internazionale e dell’arte negli anni ‘60 che hanno incoronato il periodo della “Dolce Vita”. Come fa da quado ha iniziato questa serie, Pergolesi ha scelto dodici ritratti tra le trentadue botteghe di Via Margutta. Ma a ben osservare questi ritratti ci si può accorgere come un eroe può nasconderne un altro ed arrivare a scoprire nel ritratto di una bottega la memoria di Fellini e di tanti altri artisti che in questa via hanno lasciato la loro impronta. Una sovrapposizione discreta che si fonda e rende omaggio tanto alle stelle ormai immortali che a tutte queste piccole stelle viventi guardiane dell’atmosfera così magica di questa via.
“ Heroes” è anche uno stile . Ogni dispositivo scenografico è pensato come un’unita che dispone di una propria logica e di una propria autonomia ma anche come la parte di un “ tutto” che ridà attraverso i suoi elementi costitutivi una serie di risonanze. Lo sguardo di Pergolesi è come un laser che passa su ogni oggetto, ogni angolo di bottega, ogni atelier ed in un attimo sa a quale opera d’arte potrà associarla . Il suo sguardo è folgorante, spinge sul pulsante della macchina fotografica con la tranquillità di quello che sa dove vuole andare. Il suo lavoro è nello stesso tempo la lode della lentezza e della vivacità dell’istinto.
Il lavoro di Francesco Pergolesi è l’equilibrio tra intelligenza artistica e pienezza dell’istinto.





Sabine Oberti - Artoteque de Rome